Covid 19 e Immigrazione. Nuove disposizioni sul soggiorno e l’accoglienza.

Il Decreto Cura Italia è stato approvato alla Camera dopo aver superato il passaggio al Senato. Un testo aggiornato ed integrato da ulteriori disposizioni, necessarie per garantire il mantenimento delle disposizioni previste con i Decreti precedenti necessarie per via della dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria.

Molte delle disposizioni che riguardano in maniera specifica i cittadini stranieri soggiornanti in Italia sono contenute nel Cura Italia. Per questa ragione è quanto mai utile sapere cosa succederà nei prossimi giorni, in seguito alla definitiva approvazione, e se vi sono aggiornamenti o ulteriori interventi previsti in materia di Immigrazione dal Governo Italiano.

DURATA DEI PERMESSI DI SOGGIORNO.

Ancora sospese le attività delle Questure, si ricorrda che sulla durata dei permessi di soggiorno era intervenuto l’articolo 103 del Cura Italia disponendo che per i certificati, gli attestati, i permessi, le concessioni, le autorizzazioni e gli atti abilitativi in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, fosse conservata la validità fino al 15 giugno 2020. Nel testo di conversione approvato definitivamente alla Camera, è stata predisposta una misura specifica per i permessi di soggiorno, prevedendo che mantengano la loro validità fino al 31 agosto 2020.

La disposizione non è l’unica: le misure previste sono più articolate e meritano un approfondimento ulteriore. Vediamole insieme.

Tipologia Permesso di soggiorno o procedura Validità
Termini per la conversione dei permessi di soggiorno da studio a lavoro
subordinato e da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale.  
Proroga della validità fino al 31 agosto 2020
Autorizzazioni al soggiorno di cui all’articolo 5, comma 7, del testo unico
di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.  
Proroga della validità fino al 31 agosto 2020
Documenti di viaggio di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 19 novembre
2007, n. 251.  
Proroga della validità fino al 31 agosto 2020
Validità dei nulla osta rilasciati per lavoro stagionale, di cui al comma 2
dell’articolo 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.  
Proroga della validità fino al 31 agosto 2020
Validità dei nulla osta rilasciati per il ricongiungimento familiare di cui
agli articoli 28, 29 e 29-bis del decreto legislativo n. 286 del 1998.  
Proroga della validità fino al 31 agosto 2020
Validità dei nulla osta rilasciati per lavoro per casi particolari di cui
agli articoli 27 e seguenti del decreto legislativo n. 286 del 1998,
tra cui ricerca, blue card, trasferimenti infrasocietari.  
Proroga della validità fino al 31 agosto 2020
Richieste di conversione e permessi di soggiorno di cui agli articoli 22 (lavoro suboridnato), 24 (lavoro stagionale), 26 (lavoro autonomo),
30 (motivi familiari), 39-bis (permessi per studio e tirocinio)
e 39-bis.1 (Permesso di soggiorno per ricerca lavoro o imprenditorialità degli studenti) del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
Proroga della validità fino al 31 agosto 2020

ACCOGLIENZA E DISPOSIZIONI SPECIALI.

Merita un ulteriore approfondimento la disposizione inserita ex novo all’articolo 86 bis in cui si stabiliscono disposizioni specifiche sull’accoglienza e la gestione dei servizi destinati ai cittadini stranieri.

In particolare, si dispone che:

  1. gli enti locali titolari di progetti di accoglienza nell’ambito del SIPROIMI in scadenza al 31 dicembre 2019, le cui attività sono state autorizzate alla prosecuzione fino al 30 giugno 2020, ed i progetti in scadenza alla data del 30 giugno 2020, che hanno presentato domanda di proroga, sono autorizzati alla prosecuzione dei progetti in essere alle attuali condizioni di attività e servizi finanziati a condizione che non sussistano eventuali ragioni di revoca, e nei limiti delle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo;
  2. Fino al termine dello stato di emergenza possono rimanere in accoglienza nelle strutture del sistema di protezione di cui al decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 (CAS, CARA, SIPROIMI), i titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 19, comma 2, lettera d-bis), 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (nota 1), i titolari di protezione internazionale o umanitaria, i richiedenti protezione internazionale, nonché i minori stranieri non accompagnati anche oltre il compimento della maggiore età, per i quali sono venute meno le condizioni di permanenza nelle medesime strutture, previste dalle disposizioni vigenti.
  3. Le strutture del SIPROIMI, eventualmente disponibili, possono essere utilizzate dalle prefetture, fino al termine dello stato di emergenza ai fini dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e dei titolari di protezione umanitaria, sottoposti alle misure di quarantena. Le medesime strutture, ove disponibili, possono essere utilizzate dagli enti locali titolari del progetto di accoglienza fino al termine dello stato di emergenza, previa autorizzazione del Ministero dell’interno, che indica altresì le condizioni di utilizzo e restituzione, per l’accoglienza di persone in stato di necessità, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.

L’Italia, con 5.255.503 cittadini stranieri regolarmente residenti (8,7% della popolazione totale residente in Italia) si colloca al terzo posto nell’Unione Europea. Al 1° gennaio 2019 le comunità straniere più consistenti sono quella romena (1.206.938 persone, pari al 23% degli immigrati totali), quella albanese (441.027, 8,4% del totale) e quella marocchina (422.980, 8%).

dati Rapporto Immigrazione Caritas Migrantes 2019

E SE QUESTO NON BASTASSE?

Nei prossimi mesi la crisi economica e sociale assumerà contorni più ampi ed inevitabilmente interesserà tutti noi, italiani e stranieri. Non può bastare una semplice proroga della validità dei permessi di soggiorno per garantire stabilità al percorso giuridico ma soprattutto al progetto di vita di queste persone. Ci sono richiedenti asilo che vivono già da tempo in Italia. Verosimilmente, la procedura di riconoscimento del loro status potrebbe terminare tra anni, anche negativamente, interrompendo un percorso e vanificando i progetti di assistenza: aspettative mancate e spreco di fondi e di risorse. E cosa dire dei tanti titolari di permesso per motivi umanitari le cui sorti sono state inevitabilmente compromesse dai Decreti Sicurezza del 2018? Diventeranno nuovi irregolari, se non si pensa ad una misura per regolarizzarli permettendo, ad esempio, di convertire il loro permesso in ricerca lavoro, in attesa occupazione.

Nel testo non sono indicate soluzioni per regolarizzare la posizione giuridica di quanti si trovano in una condizione di irregolarità. Braccianti agricoli che ogni giorno, anche di questi tempi, anche in questa fase di emergenza sociale e sanitaria, garantiscono che il cibo fresco arrivi sulle nostre tavole e nei supermercati dove facciamo le file. Badanti che assistono i nostri familiari, spesso lontani da noi, garantendogli di rimanere in contatto con il mondo e di ricevere ancora assistenza in un momento in cui non potremmo farlo.

Le disposizioni prese continuano ad essere emergenziali, provvisorie. Dietro ai Permessi di soggiorno, a queste “autorizzazioni amministrative”, ci sono persone che vivono in Italia e con angoscia ed apprensione assistono ogni giorno come noi allo sviluppo di questa crisi storica e senza precedenti. A loro come a noi vanno date risposte e soprattutto prospettive. Ai nostri come ai loro progetti di vita va riconosciuto spazio e dignità. Non ci si salva da soli.

nota 1: i soggetti di cui all’articolo 1-sexies, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39.

@caterinaboca